È arrivato il momento di chiamare le cose con il loro nome. E di accomodare certi appellativi al posto giusto. Quella voluta dai politici di sinistra è un’accoglienza indiscriminata senza integrazione. In poche parole, trasformano gli immigrati in cittadini di serie B. Il risultato finale? Lo diventano anche i cittadini italiani.
“Bene! Gli facciamo il culo a questi maledetti sbirri”. Con questa nobile motivazione, un medico intercettato sintetizza quello che oggi si traduce nell’inchiesta sui falsi certificati medici utilizzati per far uscire dai Cpr ben 64 cittadini extracomunitari.
Già a febbraio la Procura di Ravenna aveva indagato 8 medici per falso. Tre di loro, su decisione del Gip, sono stati interdetti dalla professione per 10 mesi. Ai restanti 5 medici il divieto, sempre per 10 mesi, di occuparsi dei certificati che stabiliscono l’idoneità a stare nei Cpr. Il 16 settembre l’inchiesta ha coinvolto altri 20 medici. La Polizia li ha perquisiti in diverse città italiane: Bari, Biella, Bologna, Firenze, Livorno, Milano, Rimini, Roma e Varese.
Tra il 2018 e il 2022, durante i governi Conte I, Conte II e Draghi, sono stati ricollocati in Italia 17.605 dublinanti. La media era di circa 3.521 persone all’anno. Andando ancora più indietro, tra il 2014 e il 2017, con i governi Letta, Renzi e Gentiloni, i dublinanti trasferiti in Italia sono stati 16.767. La media era di circa 4.192 all’anno. Il nuovo Patto europeo ha introdotto nuove regole sull’immigrazione che vanno nella direzione richiesta dal governo Meloni.
L’assalto dei migranti a Ceuta riporta al centro il tema della sicurezza delle frontiere europee. Mentre la Spagna affronta una grave emergenza, il Governo Meloni sceglie la linea della fermezza: sospensione temporanea dell’accordo di libera circolazione dell’area Schengen con Madrid, controlli rafforzati e sostegno a una politica europea fondata sul contrasto all’immigrazione irregolare.
Come sottolineato più volte dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il modello italiano è ormai diventato il modello europeo, a dimostrazione che il nostro Paese non subisce più le politiche europee, ma le guida. Difendere i confini, ridurre drasticamente gli sbarchi, combattere i trafficanti di esseri umani e rimpatriare subito chi non ha titolo a stare sul territorio dell’Ue. La lotta all’immigrazione clandestina, adesso, ha un protocollo europeo.
Un migrante irregolare di nazionalità marocchina, arrivato in Italia nel 2014, ha ricevuto 4 condanne. Durante la sua permanenza sul suolo italiano ha commesso questi reati: resistenza a pubblico ufficiale, violenza sessuale di gruppo e, per ben due volte, spaccio. La Corte di Appello di Roma ha deciso di non convalidare il trattenimento. E’ tornato libero. Non è un caso isolato. Questi casi di protezione internazionale avallati dalla magistratura italiana, motivano il Governo Meloni e i parlamentari di Fratelli d’Italia ad andare avanti nella direzione intrapresa.
I numeri confermano che la strategia sull’immigrazione in Italia produce risultati concreti. I settemila rimpatri effettuati nel 2025 sono esattamente il doppio rispetto rispetto a quelli registrati nel 2022. Nel 2024 e nel 2025 gli arrivi irregolari risultano inferiori di circa il 60% rispetto al 2023 e di circa il 36% rispetto al 2022. Con il DDL Immigrazione, il Governo Meloni e i parlamentari di Fratelli d’Italia vogliono fare di più, nel pieno rispetto delle regole europee che ha contribuito a definire.