Data: 28/09/26

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I falsi certificati medici per far uscire i migranti dai Cpr

“Bene! Gli facciamo il culo a questi maledetti sbirri”. Con questa nobile motivazione, un medico intercettato sintetizza quello che oggi si traduce nell’inchiesta sui falsi certificati medici utilizzati per far uscire dai Cpr ben 64 cittadini extracomunitari.

Già a febbraio la Procura di Ravenna aveva indagato 8 medici per falso. Tre di loro, su decisione del Gip, sono stati interdetti dalla professione per 10 mesi. Ai restanti 5 medici il divieto, sempre per 10 mesi, di occuparsi dei certificati che stabiliscono l’idoneità a stare nei Cpr. Il 16 settembre l’inchiesta ha coinvolto altri 20 medici. La Polizia li ha perquisiti in diverse città italiane: Bari, Biella, Bologna, Firenze, Livorno, Milano, Rimini, Roma e Varese.

“Bene! Gli facciamo il culo a questi maledetti sbirri”. Con questa nobile motivazione, un medico intercettato sintetizza quello che oggi si traduce nell’inchiesta sui falsi certificati medici utilizzati per far uscire dai Cpr ben 64 cittadini extracomunitari.

Già a febbraio la Procura di Ravenna aveva indagato 8 medici per falso. Tre di loro, su decisione del Gip, sono stati interdetti dalla professione per 10 mesi. Ai restanti 5 medici il divieto, sempre per 10 mesi, di occuparsi dei certificati che stabiliscono l’idoneità a stare nei Cpr. Il 16 settembre l’inchiesta ha coinvolto altri 20 medici. La Polizia li ha perquisiti in diverse città italiane: Bari, Biella, Bologna, Firenze, Livorno, Milano, Rimini, Roma e Varese.

 

Indagine: l’ipotesi di associazione a delinquere

L’indagine non si ferma. La Polizia di Stato ha eseguito perquisizioni nelle abitazioni, sulle persone e nei dispositivi informatici di 20 medici. L’obiettivo dei professionisti, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbe stato creare falsi certificati per impedire i rimpatri. Per ora, tra i 20 medici perquisiti, solo uno risulta indagato per questa ipotesi. Si tratta di un infettivologo della “Società italiana di medicina delle migrazioni”. Gli investigatori lo considerano un possibile punto di riferimento per altri medici sul tema.

 

I falsi certificati medici e le chat

Alcuni medici hanno certificato malattie come tubercolosi e scabbia per dichiarare i migranti non idonei a stare nei Cpr. A tal fine era stato predisposto un documento pronto, diffuso online: “Bozza di modulo per la valutazione di non idoneità alla vita nei Cpr”. Dopo queste certificazioni, però, non sarebbero stati avviati percorsi di cura per i migranti malati, una volta usciti.

Gli investigatori hanno poi trovato chat e intercettazioni che mostrerebbero la volontà di negare alcuni trasferimenti nei Cpr per “principi etici”. Una dottoressa, oggi indagata, avrebbe scritto che “il modo per esprimere dissenso è la non idoneità”. Si tratta di malattie inventate, gonfiate o reali? Sicuramente non curate. Il Gip ritiene che sussista comunque una violazione del codice deontologico. Il problema riguarderebbe anche la sicurezza sanitaria. Secondo il Gip del Tribunale di Ravenna, Federica Lipovscek, il comportamento contestato ai medici avrebbe avuto come obiettivo una “aperta contestazione del sistema di gestione dell’immigrazione clandestina”. Un possibile sistema organizzato.

 

Chi sono questi immigrati

Secondo i dati ufficiali del Viminale, circa il 90% delle persone attualmente trattenute nei Cpr italiani risulta denunciato per reati legati alla droga o ha precedenti penali. Tra queste persone, circa il 30% ha anche precedenti per furti e rapine. Il 25% ha precedenti per reati contro la persona. Tra questi ci sono anche casi di violenza sessuale, compresa quella su minori. Il 33% ha precedenti per porto o detenzione di armi. Il 30% dei migranti condannati, che erano stati trattenuti nel centro, dopo essere tornati in Italia in seguito alle sentenze, hanno commesso nuovamente reati.

 

La posizione di Fratelli d’Italia

I parlamentari di Fratelli d’Italia considerano l’allargamento dell’inchiesta della Procura di Ravenna un elemento che deve essere chiarito. L’inchiesta potrebbe chiarire una volta per tutte l’esistenza di una rete nazionale di medici capace di influire sull’applicazione delle decisioni dello Stato, per motivi ideologici. Il Governo Meloni ha introdotto misure importanti per garantire e rafforzare la sicurezza dei cittadini. Queste misure, però, possono funzionare solo se tutti collaborano nella stessa direzione. Diversamente, occorre accertare un’eventuale, grave responsabilità: quella di rimettere in circolazione immigrati pericolosi che il Governo Meloni vuole allontanare dall’Italia.

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È arrivato il momento di chiamare le cose con il loro nome. E di accomodare certi appellativi al posto giusto. Quella voluta dai politici di sinistra è un’accoglienza indiscriminata senza integrazione. In poche parole, trasformano gli immigrati in cittadini di serie B. Il risultato finale? Lo diventano anche i cittadini italiani.

Il caos di Ceuta ha dimostrato a tutti  cosa succede se non difendi i confini. I dati spagnoli ci mettono di fronte al futuro disegnato disastrosamente dall’immigrazione di massa. Fratelli d’Italia ha dimostrato che esiste un’altra via per la soluzione ai problemi economici italiani. Ed è italiana.

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