Data: 19/06/26

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Meno sbarchi dei migranti e più rimpatri: l’Europa segue la linea di Giorgia Meloni

Controllare i confini è possibile. Basta volerlo. Si chiude la stagione dei porti aperti e delle politiche che hanno favorito il caos. L’Europa cambia rotta e segue il modello Meloni: gli sbarchi diminuiscono e i rimpatri crescono.

Con il nuovo Patto Migrazione e Asilo entrano in vigore controlli più severi alle frontiere. Procedure più rapide per i migranti irregolari, più rimpatri e più sicurezza. L’Europa cambia rotta. Dal 12 giugno entra in vigore il Patto Migrazione e Asilo. Le nuove regole, fortemente volute dai parlamentari di Fratelli d’Italia, rafforzano i controlli alle frontiere, accelerano le procedure e rendono più efficace il contrasto all’immigrazione clandestina. La linea è chiara: meno sbarchi dei migranti e più rimpatri.

 

Sbarchi dei migranti: più controlli per chi arriva

Le nuove norme impongono verifiche e azioni rapide sui migranti che entrano irregolarmente nell’Unione europea, per chi rappresenta un rischio per la sicurezza nazionale e per chi presenta documenti falsi. Le autorità dovranno concludere gli accertamenti entro dodici settimane. Il migrante potrà essere trattenuto fino a 72 ore, per verificare la sua identità ed eventuale pericolosità.

 

Sbarchi migranti nel 2026: numeri in calo

La linea portata avanti dai parlamentari di Fratelli d’Italia e dal Governo Meloni porta risultati evidenti. Nei primi cinque mesi del 2026 gli arrivi sono calati del 50% rispetto allo stesso periodo del 2025. Rispetto al 2022 il calo è del 43%. Numeri che dimostrano una realtà semplice: controllare i confini è possibile. Basta volerlo.

 

Più rimpatri col Governo Meloni rispetto al passato

Gli sbarchi diminuiscono e i rimpatri crescono. Nel 2025 l’Italia ha registrato un aumento del 50% rispetto al 2022. Da gennaio ad aprile 2026 sono stati effettuati quasi 3.000 rimpatri. Chi non ha diritto a restare deve tornare nel proprio Paese. 

 

L’Europa sceglie il modello Meloni

Difesa delle frontiere, lotta ai trafficanti, accordi con i Paesi di origine e contrasto all’immigrazione illegale. Oggi quelle stesse idee entrano nelle regole europee. Si chiude la stagione dei porti aperti e delle politiche che hanno favorito il caos.

Si apre una fase nuova, fatta di controlli, responsabilità e sicurezza. Il nuovo Patto Migrazione e Asilo offre strumenti più efficaci per gestire i flussi migratori, anche a tutela di chi ha diritto alla protezione.

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È arrivato il momento di chiamare le cose con il loro nome. E di accomodare certi appellativi al posto giusto. Quella voluta dai politici di sinistra è un’accoglienza indiscriminata senza integrazione. In poche parole, trasformano gli immigrati in cittadini di serie B. Il risultato finale? Lo diventano anche i cittadini italiani.

“Bene! Gli facciamo il culo a questi maledetti sbirri”. Con questa nobile motivazione, un medico intercettato sintetizza quello che oggi si traduce nell’inchiesta sui falsi certificati medici utilizzati per far uscire dai Cpr ben 64 cittadini extracomunitari.

Già a febbraio la Procura di Ravenna aveva indagato 8 medici per falso. Tre di loro, su decisione del Gip, sono stati interdetti dalla professione per 10 mesi. Ai restanti 5 medici il divieto, sempre per 10 mesi, di occuparsi dei certificati che stabiliscono l’idoneità a stare nei Cpr. Il 16 settembre l’inchiesta ha coinvolto altri 20 medici. La Polizia li ha perquisiti in diverse città italiane: Bari, Biella, Bologna, Firenze, Livorno, Milano, Rimini, Roma e Varese.

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