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Categoria: Giustizia

Il Procuratore della Repubblica di Napoli Nicola Gratteri si è esposto in maniera molto decisa sul Referendum della giustizia. Ma le sue parole hanno fatto molto discutere e a quanto pare sarebbero in disaccordo con quello che lui stesso dichiarava qualche tempo fa.

Con la Riforma della Giustizia, per entrare nel CSM non servirà più essere amici di qualcuno o appartenere a un gruppo di correnti. Giudici e pm competenti parteciperanno ad un sorteggio, senza favori e senza debiti di riconoscenza.

Tra gli argomenti usati da chi sostiene il no al Referendum, c’è la ferma opposizione al sorteggio. Un sorteggio che eliminerebbe di molto il potere delle correnti politiche interne alla magistratura e al Csm. Evidentemente c’è chi vuole mantenere il potere politico all’interno della magistratura.

Il Referendum sulla riforma della giustizia chiede ai cittadini di confermare una modifica importante. Proprio per questo, secondo i gruppi FdI di Camera e Senato, è fondamentale votare basandosi su fatti verificabili e non su frasi inventate o attribuite in modo scorretto a figure simbolo dello Stato.

Cosa cambia con la riforma della giustizia? Perché separare chi accusa da chi giudica? La risposta a queste due domande chiarirà che la riforma proposta dai parlamentari di Fratelli d’Italia riguarda tutti. L’obiettivo è semplice: rendere il funzionamento della giustizia più chiaro, più comprensibile e più credibile agli occhi delle persone.

I parlamentari di Fratelli d’Italia vogliono una giustizia giusta. E, con il Referendum sulla giustizia, chiedono agli italiani di renderla trasparente e libera da condizionamenti. Azione chiave, l’introduzione del sorteggio per la composizione del CSM.

Perché è fondamentale votare Si al Referendum 2026? Perché questa riforma che riguarda l’organizzazione dei magistrati interessa direttamente il cittadino? Diamo delle semplici risposte.

Domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026 si voterà per il Referendum costituzionale sulla giustizia. Si vota al referendum per approvare la legge costituzionale di riforma della giustizia. Si tratta di un Referendum “Confermativo”: non è necessario il cosiddetto quorum, in altre parole è sufficiente che i Si superino i No. 

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