Data: 09/03/26

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DDL Immigrazione: ecco quello che prevede e cosa cambia

I numeri confermano che la strategia sull’immigrazione in Italia produce risultati concreti. I settemila rimpatri effettuati nel 2025 sono esattamente il doppio rispetto rispetto a quelli registrati nel 2022. Nel 2024 e nel 2025 gli arrivi irregolari risultano inferiori di circa il 60% rispetto al 2023 e di circa il 36% rispetto al 2022. Con il DDL Immigrazione, il Governo Meloni e i parlamentari di Fratelli d’Italia vogliono fare di più, nel pieno rispetto delle regole europee che ha contribuito a definire.

Il Governo Meloni e i parlamentari di Fratelli d’Italia hanno un obiettivo chiaro: fermare l’immigrazione irregolare, difendere i confini e garantire più sicurezza. Il DDL Immigrazione, che il Parlamento esaminerà in tempi brevi, vuole garantire al Paese regole più certe e strumenti più efficaci.

 

I dati sull’immigrazione in Italia

I numeri confermano che la strategia voluta dai parlamentari Fdi sull’immigrazione in Italia produce risultati concreti. I settemila rimpatri effettuati nel 2025 sono esattamente il doppio rispetto rispetto a quelli registrati nel 2022. Nel 2024 e nel 2025 gli arrivi irregolari risultano inferiori di circa il 60% rispetto al 2023 e di circa il 36% rispetto al 2022.

Le prime settimane del 2026, inoltre, testimoniano un dato significativo. Gli arrivi irregolari sono la metà rispetto allo stesso periodo del 2025. Guarda qui tutti i dati sull’Immigrazione.

 

Blocco navale fino a sei mesi: cosa prevede il nuovo Ddl immigrazione

Quando emerge una minaccia grave per l’Italia, come il rischio di terrorismo, una pressione migratoria eccezionale o un’emergenza sanitaria internazionale, il Consiglio dei ministri può intervenire. Il nuovo Disegno di legge introduce la possibilità di vietare temporaneamente l’ingresso nelle acque territoriali italiane per trenta giorni. Si può allungare il divieto per un massimo di sei mesi. Chi viola il divieto rischia sanzioni fino a 50 mila euro.

 

Trasferimento in Paesi terzi con accordi chiari

Quando necessario, il Governo italiano può trasferire i migranti presenti a bordo delle navi in Paesi diversi da quello di origine o provenienza. La destinazione è tra gli Stati con cui l’Italia ha stipulato accordi specifici per assistenza, accoglienza o trattenimento, anche in vista del rimpatrio. L’Italia garantisce il pieno rispetto delle regole europee che ha contribuito a definire.

 

Espulsioni più rapide per chi commette reati

Il DDL Immigrazione amplia i casi in cui un giudice può ordinare l’espulsione dello straniero irregolare o l’allontanamento di un cittadino dell’Unione europea.

Questo accade a chi commette violenza, minaccia o resistenza contro un pubblico ufficiale e a chi è responsabile di reati o di rivolte violente nei centri accoglienza. Le espulsioni dei detenuti stranieri sono rapide.

 

Protezione? Solo con requisiti reali

Il DDL Immigrazione rende più rigorose le condizioni per restare in Italia. Chi intende vivere nel Paese deve dimostrare legami familiari reali, un’integrazione concreta e una permanenza significativa sul territorio nazionale. Il Governo italiano non concede la protezione a chi riporta condanne per reati che indicano pericolosità sociale, maltrattamenti in famiglia o riduzione in schiavitù.

Queste nuove norme applicano il principio del rispetto della vita privata e familiare previsto dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo senza consentire abusi.

 

Rimpatri accelerati e ricongiungimenti più rigorosi

La procedura di rimpatrio avviene velocemente direttamente alla frontiera per chi proviene da Paesi sicuri o presenta domande manifestamente infondate.

Il ricongiungimento familiare può avvenire solo a beneficio di chi si trova in condizioni di reale vulnerabilità e senza adeguato sostegno nel Paese di origine. L’Italia non può essere schiava dell’immigrazione irregolare e dei trafficanti di esseri umani.

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