Onestà, legalità, trasparenza! Quante volte avete sentito pronunciare queste parole dai 5 Stelle? Eppure quando si tratta di essere veramente trasparenti, di dare spiegazioni ai cittadini su cose delicate che li riguardano, scappano come se nulla fosse. Le inchieste della Commissione Covid stanno rivelando un quadro che riguarda l’ex Presidente del Consiglio Conte che meriterebbe quanto meno un chiarimento. Ma se non c’è nulla da nascondere perché Giuseppe Conte non parla e dà spiegazioni alla Commissione d’Inchiesta?
La nuova testimonianza: gli affari che non tornano del collega di studio di Giuseppe Conte
L’audizione del 28 aprile in commissione Covid ha visto per la terza volta un testimone affermare che in piena pandemia l’avvocato Luca Di Donna, collega di studio dell’allora presidente del Consiglio Giuseppe Conte, era intento a procacciare affari richiedendo percentuali a proprio favore.
L’imprenditore Francesco Alcaro, fondatore della società di informatica Jarvit srl, ha riferito sotto giuramento che fu avvicinato proprio dall’avvocato Luca Di Donna, che era legale dello studio Alpa (lo studio dell’ex Presidente del Consiglio Conte). Di Donna propose di aiutarlo a ricevere finanziamenti pubblici da Invitalia su un progetto legato alla sanità nella pandemia. Il compenso di Donna? Parliamo del 5% su 3 milioni di contributo pubblico richiesto da pagarsi all’erogazione del contributo.
E’ ora di dire la verità sui business durante la pandemia: è una questione di onestà e trasparenza
I gruppi parlamentari di FdI chiedono all’allora Presidente Conte di fare finalmente chiarezza su ciò che è accaduto durante la pandemia. Dove il giro di denaro era elevatissimo mentre le persone morivano in ospedale. Durante l’audizione del 28 aprile, il testimone ha confermato che Di Donna gli raccontò di sue relazioni con lo studio Alpa, dove – appunto – figurava come componente l’allora presidente del Consiglio. Questo testimone ha precisato che tali supposte relazioni furono determinanti nella sua scelta di accettare la proposta.
Inchiesta Covid, Giuseppe Conte sapeva dell’operato del collega di studio?
Insomma, un collega di studio di Giuseppe Conte procacciava affari milionari durante la pandemia facendo uso proprio dei rapporti con l’allora Presidente del Consiglio. Giuseppe Conte sapeva di questa attività del collega di studio? Era o non era al corrente del fatto che questi facesse uso del suo nome e delle relazioni dello studio Alpa per ricevere ingenti percentuali dal business della pandemia? Perché Giuseppe Conte non dà spiegazioni? I cittadini meritano più trasparenza riguardo gli anni bui della pandemia.
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