Data: 22/05/26

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DDL Beneficenza: più trasparenza e più tutele per ogni gesto solidale

Il DDL Beneficenza arriva dopo il caso mediatico noto come “Pandoro-gate”. Chi non rispetta le regole rischia multe da 5.000 a 50.000 euro.

Con il DDL Beneficenza i parlamentari di Fratelli d’Italia hanno introdotto regole più chiare per la vendita di prodotti collegati a iniziative solidali. L’obiettivo è semplice: difendere i cittadini e garantire che chi compra sappia davvero dove vanno i soldi promessi per la beneficenza. 

 

Perché nasce il DDL Beneficenza

Il disegno di legge del DDL Beneficenza arriva dopo il caso mediatico noto come “Pandoro-gate”, che ha acceso il dibattito nazionale sul rapporto tra pubblicità, influencer marketing e beneficenza. Da quella vicenda è emersa una richiesta precisa: servono regole certe e informazioni trasparenti per evitare messaggi ingannevoli. 

 

Cosa cambia con il DDL Beneficenza

Con il DDL Beneficenza, aziende, professionisti e promotori dovranno indicare in modo chiaro: chi riceverà i fondi raccolti; per quale finalità saranno usati; quale quota del prezzo sarà devoluta; e quanto viene donato per ogni prodotto venduto. Le informazioni dovranno comparire non solo sulle confezioni, ma anche nella pubblicità e nelle campagne promozionali, comprese quelle online. 

 

Controlli più severi

La norma rafforza anche i controlli. I soggetti coinvolti dovranno comunicare in anticipo all’Autorità garante della concorrenza e del mercato i dettagli dell’operazione benefica. Dopo la raccolta fondi, dovranno dimostrare che il versamento promesso è stato davvero effettuato. In questo modo si controlla tutto il percorso: dalla promozione alla donazione finale. Chi non rispetta le regole rischia multe da 5.000 a 50.000 euro. In alcuni casi potrà essere obbligato a pubblicare il provvedimento sui propri siti internet e canali social. Una parte delle sanzioni sarà destinata a finalità solidaristiche. 

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