La funzione disciplinare deve essere separata dal governo della magistratura. Molte professioni prevedono questo. La Riforma della Magistratura serve per garantire un giudizio giusto verso i pm e i giudici, quando e se sbagliano. Oggi, la Sezione disciplinare del CSM giudica pm e giudici, ma i membri della stessa sezione fanno parte del CSM che decide anche sulla loro carriera.
Chi vota si al Referendum lo fa per delle semplici ragioni: vuole una giustizia più “giusta”, con meno errori, più efficiente e con maggiori tutele verso i più deboli. Non è una questione politica. Non si tratta di destra o sinistra. Questa riforma sulla giustizia ha dei motivi di buon senso e civiltà che vanno oltre gli schieramenti.
Con la Riforma della Giustizia, per entrare nel CSM non servirà più essere amici di qualcuno o appartenere a un gruppo di correnti. Giudici e pm competenti parteciperanno ad un sorteggio, senza favori e senza debiti di riconoscenza.
Il Referendum sulla riforma della giustizia chiede ai cittadini di confermare una modifica importante. Proprio per questo, secondo i gruppi FdI di Camera e Senato, è fondamentale votare basandosi su fatti verificabili e non su frasi inventate o attribuite in modo scorretto a figure simbolo dello Stato.
Cosa cambia con la riforma della giustizia? Perché separare chi accusa da chi giudica? La risposta a queste due domande chiarirà che la riforma proposta dai parlamentari di Fratelli d’Italia riguarda tutti. L’obiettivo è semplice: rendere il funzionamento della giustizia più chiaro, più comprensibile e più credibile agli occhi delle persone.