A sinistra c’è chi ha avuto il coraggio di parlare apertamente, senza temere antipatie tra i magistrati (ma anche tra loro molti sono per il Si), chi si è rimangiato la parola e mente sapendo di mentire. C’è poi chi non parla – e chi frequenta il parlamento sa che sono tanti – perché non ha il coraggio di dire di essere d’accordo con questa riforma.
Francesca Scopellitti, moglie di Enzo Tortora, affronta il tema del Referendum. Lo fa testimoniando la condanna ingiusta del marito, con testimonianze costruite ad hoc. Gli avversari del Sì, oggi, sono proprio quei giudici non giusti, che vogliono mantenere il potere di condannare senza prove. La Riforma vuole giudici giusti, a garanzia del diritto di difesa dei cittadini.
In gran parte degli Stati in Europa esiste la Separazione delle carriere. Ma quale minaccia dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura? Questa riforma rende la magistratura più moderna, più meritocratica, più autonoma e più responsabile. I sostenitori del No stanno facendo di tutto per delegittimare una legge che rende l’organizzazione della nostra magistratura assolutamente in linea con quello che accade in quasi tutta Europa.
La giustizia è una parte essenziale del nostro benessere. I giudici decidono su temi fondamentali come la sicurezza, l’immigrazione, sulla salute, sulla libertà delle persone. Un potere enorme di cui ci dobbiamo occupare. Perché oggi quasi mai un grave errore da parte di un magistrato porta ad una conseguenza, come avviene in ogni mestiere.
Tra i magistrati che sono schierati per il No al Referendum, ce ne sono diversi che hanno smentito se stessi. Giudici perfettamente d’accordo alla separazione delle carriere o all’introduzione del sorteggio, tanto da dichiararlo anche pubblicamente, ma che adesso cambiano clamorosamente idea. Perché? Forse dovrebbero spiegarlo ai cittadini. Tra questi c’è il magistrato Henry John Woodcock. La sua partecipazione al programma tv Piazzapulita non è passata inosservata.
La funzione disciplinare deve essere separata dal governo della magistratura. Molte professioni prevedono questo. La Riforma della Magistratura serve per garantire un giudizio giusto verso i pm e i giudici, quando e se sbagliano. Oggi, la Sezione disciplinare del CSM giudica pm e giudici, ma i membri della stessa sezione fanno parte del CSM che decide anche sulla loro carriera.