Agevolazioni per le imprese, incentivi alle assunzioni e semplificazioni burocratiche. Il governo Meloni e i parlamentari di Fratelli d’Italia puntano a sostenere chi investe, chi crea occupazione e contribuisce alla crescita del Made in Italy. Dalla maxi deduzione per le nuove assunzioni al concordato preventivo biennale, fino alla ZES unica: le principali misure e gli obiettivi degli interventi dedicati al tessuto produttivo italiano.
Il Governo Meloni ha abolito il bollo auto. La nuova esenzione riguarderà milioni di italiani, con particolare attenzione alle auto maggiormente utilizzate dalle famiglie italiane. Un provvedimento fortemente voluto dai gruppi parlamentari di Fratelli d’Italia e varato dal Consiglio dei ministri del 16 settembre.
La ricostruzione delle aree del terremoto di Amatrice (come viene comunemente definito), a seguito della sequenza sismica Amatrice-Norcia-Visso iniziata con la prima forte scossa del 24 agosto 2016, è un dovere morale e civile per il nostro Paese. Una priorità assoluta su cui i gruppi parlamentari di Fratelli d’Italia hanno lavorato sin dall’inizio della legislatura.
Tra il 2018 e il 2022, durante i governi Conte I, Conte II e Draghi, sono stati ricollocati in Italia 17.605 dublinanti. La media era di circa 3.521 persone all’anno. Andando ancora più indietro, tra il 2014 e il 2017, con i governi Letta, Renzi e Gentiloni, i dublinanti trasferiti in Italia sono stati 16.767. La media era di circa 4.192 all’anno. Il nuovo Patto europeo ha introdotto nuove regole sull’immigrazione che vanno nella direzione richiesta dal governo Meloni.
L’assalto dei migranti a Ceuta riporta al centro il tema della sicurezza delle frontiere europee. Mentre la Spagna affronta una grave emergenza, il Governo Meloni sceglie la linea della fermezza: sospensione temporanea dell’accordo di libera circolazione dell’area Schengen con Madrid, controlli rafforzati e sostegno a una politica europea fondata sul contrasto all’immigrazione irregolare.
I parlamentari di Fratelli d’Italia a guida della maggioranza, hanno ereditato una Nazione in ginocchio, gravata da anni di assistenzialismo e immobilismo burocratico. Anni in cui siamo stati ostaggio dell’immigrazione irregolare e di chi confonde il dissenso con la devastazione. Giorno dopo giorno, abbiamo scardinato quel sistema degenerativo, combattendo quel senso distorto di libertà del “faccio quello che voglio senza curarmi degli altri”, che rappresenta una miope anarchia dei valori. Lo abbiamo sostituito con un modo di vivere sano, solido e concreto, dove lo Stato risponde e rispecchia la dignità degli italiani.
Fino a quando si può usare la vecchia Carta d’Identità cartacea? Qual è la data di scadenza per la sua validità? Inizialmente, le normative europee avevano fissato la “fine” del documento cartaceo per il 3 agosto 2026. Tuttavia, per evitare disagi ai cittadini e code infinite nei Comuni, il Governo è recentemente intervenuto con il Decreto-Legge n. 108 del 26 giugno 2026.
Questo provvedimento ha introdotto una proroga che salva l’uso interno del documento fino al 31 gennaio 2027, ma attenzione: ci sono limitazioni categoriche per chi deve uscire dall’Italia.