Data: 19/09/25

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Sbarchi dei migranti, come sta andando con il Governo Meloni

Qual è la situazione sul fronte dell’immigrazione nel nostro Paese? I dati dicono che nel 2024 c’è stata una diminuzione del 57% degli arrivi via mare in Italia rispetto all’anno precedente. Nel 2025 il numero degli sbarchi è rimasto in linea con quello dell’anno precedente, quindi ancora in netto calo rispetto al 2023.

Qual è la situazione sul fronte dell’immigrazione nel nostro Paese? I dati dicono che nel 2024 c’è stata una diminuzione del 57% degli arrivi via mare in Italia rispetto all’anno precedente. Nel 2025 il numero degli sbarchi è rimasto in linea con quello dell’anno precedente, quindi ancora in netto calo rispetto al 2023.

Cosa hanno fatto i parlamentari di Fratelli d’Italia per contrastare l’immigrazione illegale?

Sin dall’inizio della legislatura, i gruppi parlamentari di Fratelli d’Italia hanno promosso politiche per la difesa dei confini e della legalità, per il contrasto all’immigrazione irregolare e per una gestione ordinata e sostenibile dei flussi migratori. In questo quadro rientrano anche gli accordi promossi dal Governo Meloni con i Paesi di origine e di transito dei migranti per contrastare l’immigrazione illegale e fermare gli sbarchi. Tra questi, i nuovi accordi con la Libia e le intese con Tunisia, Egitto, Algeria, Costa d’Avorio e Gambia. Grazie alla cooperazione con Libia e Tunisia sono state bloccate, da gennaio 2023 a luglio 2025, oltre 230mila partenze irregolari.

Il Memorandum tra UeTunisia

Nel 2023 la Tunisia ha fatto registrare un aumento delle partenze addirittura del 200% rispetto all’anno precedente. Per questo motivo, è stato fondamentale avviare un dialogo con il Governo tunisino per stabilizzare la situazione e invertire la rotta. Il dialogo tra Ue e Tunisia è stato incoraggiato dalla mediazione di Giorgia Meloni che ha condotto alla firma, il 16 luglio 2023 a Tunisi, del Memorandum Ue-Tunisia. Questa intesa ha contribuito a ridurre drasticamente il numero di arrivi irregolari dalla Tunisia.

Le misure di contrasto all’immigrazione clandestina

I gruppi parlamentari, inoltre, hanno varato una serie di provvedimenti per il contrasto all’immigrazione clandestina. Tra questi le nuove norme per regolare l’attività delle Ong che operano nel Mediterraneo e pene più severe per gli scafisti. Sono state previste procedure accelerate di frontiera per i migranti provenienti da Paesi sicuri. E ancora: maggiori controlli sui minori non accompagnati e misure per efficientare il sistema dei rimpatri.

I gruppi parlamentari di Fratelli d’Italia hanno presentato una proposta di legge per inserire nell’opuscolo informativo che viene consegnato ai richiedenti asilo al momento dello sbarco anche una “lista dei doveri”, accanto a quella dei diritti garantiti dallo Stato italiano. Non si tratta di un richiamo generico ma di un elenco giuridicamente vincolante, che include l’osservanza delle leggi italiane, il rispetto per le donne e il rifiuto di ogni forma di violenza e discriminazione.

L’accordo Italia-Albania

L’approvazione della legge di ratifica dell’accordo Italia-Albania ha aggiunto un tassello importante alle politiche migratorie promosse da FdI. L’accordo, che prevede la gestione della prima accoglienza dei migranti, delle domande d’asilo e dei rimpatri in due strutture a giurisdizione italiana in territorio albanese, costituisce infatti una delle soluzioni innovative in materia migratoria che sta riscontrando sempre maggior interesse in Europa.

L’impegno europeo

Con la politica dei “porti aperti” della sinistra l’Italia è stata lasciata sola nella gestione dei flussi migratori irregolari. Grazie all’impegno e alle politiche di buon senso del Governo Meloni oggi il contrasto all’immigrazione irregolare è in cima all’agenda europea. Il nuovo Patto migrazione e asilo, che entrerà in vigore nel 2026, punta a migliorare la gestione delle frontiere e a velocizzare le procedure di asilo.

Per promuovere un sistema di rimpatri più efficace, la Commissione Ue ha presentato una nuova proposta di regolamento e una lista europea di Paesi d’origine sicuri. Dal 2024 l’Italia, assieme a Danimarca e Paesi Bassi, guida un gruppo di lavoro sul contrasto dei flussi migratori illegali, a cui ha deciso di prendere parte anche la Germania. Sotto la presidenza italiana del G7, inoltre, è stata avviata la Coalizione globale contro i trafficanti di esseri umani.

I risultati di Fratelli d’Italia: sbarchi in calo

Nel 2024 il numero degli sbarchi è diminuito del 57% rispetto al 2023 e del 36% rispetto al 2022. Sempre lo scorso anno, sono arrivati nel nostro Paese 66mila stranieri irregolari. Un numero di poco inferiore anche a quello del 2021, quando ne arrivarono 67mila. Il calo registrato in Italia ha contribuito ad una significativa flessione anche a livello europeo.

L’agenzia europea Frontex ha certificato una riduzione delle partenze illegali da Tunisia e Libia rispettivamente dell’80% e del 20% nel 2024 rispetto al 2023. Ciò è stato possibile grazie alle misure adottate dai due Paesi. Misure in linea con gli accordi europei incoraggiati dall’azione diplomatica del governo Meloni.

Nel 2025, nonostante l’aumento dell’instabilità politica in Libia, il numero degli sbarchi si è mantenuto simile al 2024. Numeri, quindi, ancora in netto calo rispetto al 2023, anno in cui sono entrati in vigore i principali provvedimenti per il contrasto all’immigrazione irregolare votati dai parlamentari di Fratelli d’Italia.

I rimpatri sono aumentati

Anche i dati sui rimpatri sono molto positivi. Nel 2024, i rimpatri di persone straniere senza titolo per rimanere in Italia sono stati 5.414, il 14% in più rispetto al 2023, il 26% in più rispetto al 2022 e il 41% in più rispetto al 2021.

Anche nel 2025 il trend è positivo: nei primi dell’anno in corso il numero dei rimpatri è aumentato del 52% rispetto allo stesso periodo del 2022.

I controlli ai nostri confini sono aumentati

La protezione delle nostre frontiere è aumentata. Nel 2025 (al mese di settembre) sono stati 2.533 gli stranieri irregolari rintracciati al confine italo-sloveno: il 44% in meno rispetto al 2024 e il 71% in meno rispetto al 2023. La diminuzione è imputabile ai maggiori controlli introdotti ad ottobre 2023 con la decisione del governo Meloni  – poi prorogata nel 2024 e 2025 – di sospendere l’accordo di Schengen al confine orientale con la Slovenia. Questo per il rischio di possibili infiltrazioni terroristiche tra i migranti irregolari, considerando che dalla frontiera terrestre con la Slovenia transitano i maggiori flussi provenienti dalla rotta balcanica. Dal 2023, inoltre, sono stati 34 i provvedimenti sanzionatori disposti nei confronti di 15 navi delle Ong che non hanno rispettato le nuove regole introdotte.

Molte vite sono state salvate

Grazie alle nuove politiche migratorie del Governo Meloni, sostenute dai gruppi parlamentari di FdI, si è ridotto il numero degli sbarchi illegali. Di conseguenza si è ridotto anche quello delle morti in mare. Secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) nel 2023 sulla rotta del Mediterraneo centrale hanno perso la vita 2.526 migranti. Nel 2024, grazie al calo delle partenze illegali i morti e i dispersi sono stati 1.695, quasi mille in meno. L’obiettivo è far sì che questo triste dato si riduca il più possibile.

Sbarchi a Lampedusa, la situazione sta migliorando

Negli anni passati gli arrivi massicci di migranti a Lampedusa hanno determinato caos e disordini. L’hotspot, spesso sovraffollato e in condizioni di estremo degrado, è stato più volte teatro di rivolte. Dal suo insediamento il Governo Meloni è intervenuto per alleggerire il carico di migranti sull’isola e riportare ordine e sicurezza. Ciò a tutela dei cittadini e dell’economia locale, oltre che per assicurare condizioni dignitose agli stessi richiedenti asilo. “Le richieste fatte al governo centrale sono state recepite e devo dire che c’è per fortuna un governo che ci ascolta“. Sono le parole del sindaco di Lampedusa Filippo Mannino.

La situazione è quindi totalmente cambiata. Con la sinistra al governo, infatti, assisteva – come ha spiegato il primo cittadino – a “scene non degne di un Paese civile: persone accalcate nell’hotspot, a dormire all’addiaccio, bambini che non potevano essere visitati da un pediatra”.

 

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I numeri confermano che la strategia sull’immigrazione in Italia produce risultati concreti. I settemila rimpatri effettuati nel 2025 sono esattamente il doppio rispetto rispetto a quelli registrati nel 2022. Nel 2024 e nel 2025 gli arrivi irregolari risultano inferiori di circa il 60% rispetto al 2023 e di circa il 36% rispetto al 2022. Con il DDL Immigrazione, il Governo Meloni e i parlamentari di Fratelli d’Italia vogliono fare di più, nel pieno rispetto delle regole europee che ha contribuito a definire.

Accordi e capacità diplomatica con i Paesi di provenienza, strategie mirate come i centri in Albania: i dati dicono che gli sbarchi sono diminuiti, la sicurezza è aumentata e molte vite in mare sono state risparmiate (trovi qui i numeri degli sbarchi con il Governo Meloni).

I risultati dimostrano che la strategia del governo funziona. Una strategia apprezzata anche in Europa con la lista europea dei Paesi sicuri che da ragione al Governo sul caso Albania. E adesso l’Europa sull’immigrazione segue il modello italiano. Vediamo perché.

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