Data: 25/06/26

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Inciuci politici addio: lo Stabilicum restituisce il potere agli elettori

No alle maggioranze costruite dopo il voto.  Lo Stabilicum  mette fine agli inciuci politici. Il Governo non può vivere di accordi e trattative tra i partiti dopo le elezioni.

Per troppi anni gli italiani hanno assistito allo stesso copione: elezioni da una parte, Governi dall’altra; maggioranze costruite dopo il voto. Insomma, accordi di palazzo. Lo Stabilicum, fortemente voluto dai parlamentari di Fratelli d’Italia, nasce per mettere fine agli inciuci politici e restituire centralità alla volontà popolare.

Cosa prevede Stabilicum

La riforma mette al centro il rispetto del voto. Chi supera il 42% dei voti in entrambe le Camere ottiene alcuni seggi in più rispetto a quelli che avrebbe con il solo sistema proporzionale. Questi seggi aggiuntivi servono a garantire una maggioranza stabile e a evitare che il Governo dipenda da accordi e trattative successive alle elezioni. Oggi, invece, i seggi in Parlamento vengono assegnati in modo misto di uninominale e proporzionale (Rosatellum). Se nessuno ha numeri sufficienti per governare da solo, dopo le elezioni iniziano le trattative per formare una maggioranza.

Un voto più consapevole

Lo Stabilicum garantisce la trasparenza. Le forze politiche dovranno indicare nel programma il nome del candidato alla Presidenza del Consiglio. Gli italiani avranno così la possibilità di sapere, prima del voto, chi si propone per guidare il Paese. Questa riforma non piace ad una parte della sinistra. Spiace prendere atto del fatto che la responsabilità della classe politica non venga messa al centro. Quando governano tutti, alla fine, non risponde nessuno.

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Di fronte a un mischione di partiti che prima non andavano d’accordo e poi si alleano per governare, i cittadini faticano a capire chi abbia preso le decisioni e a chi attribuire meriti o responsabilità. I cittadini hanno il diritto di votare un partito, il suo programma e il suo candidato Premier. Chi vince governa, chi perde deve stare all’opposizione.



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