Data: 13/04/26

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Reato di stupro: cosa cambia davvero con il DDL Bongiorno

I parlamentari di Fratelli d’Italia stanno lavorando per una legge più chiara contro il reato di stupro per difendere le vittime senza ambiguità.

I parlamentari di Fratelli d’Italia stanno lavorando per una legge più chiara contro il reato di stupro per difendere le vittime senza ambiguità.

 

Il percorso della legge contro il reato di stupro

Nel novembre 2025 la Camera dei deputati ha approvato all’unanimità una proposta per modificare la legge sulla violenza sessuale. Il testo introduceva in modo esplicito il principio del consenso. Chiariva che senza consenso si configura il reato di stupro. Quando il provvedimento è arrivato al Senato sono emersi alcuni dubbi. Alcuni esperti hanno spiegato che questa formula rischia di spostare l’attenzione sulla prova del consenso e rendere più difficile accertare il reato. Per questo il presidente della Commissione Giustizia, Giulia Bongiorno, ha proposto una nuova versione.

 

Le critiche 

Le opposizioni parlano di un passo indietro nella tutela delle donne. Queste accuse però non trovano riscontro nel testo. La tutela contro lo stupro non viene ridotta. Cambia solo il modo in cui la legge è scritta, per rendere più chiaro quando scatta il reato: non serve un dissenso esplicito. La vittima non deve dimostrare nulla. Il compito resta del giudice, che deve accertare i fatti e stabilire se c’è stato il reato.

 

Il concetto di volontà contraria nel reato di stupro

La nuova proposta, chiamata DDL Bongiorno, cambia impostazione. Al posto del consenso introduce il concetto di “volontà contraria” della persona offesa. In pratica è reato ogni atto sessuale contro la volontà di qualcuno. Questo permette di individuare in modo più diretto il reato di stupro.

 

Cosa prevede la nuova legge in fase di studio

La legge prevede pene da 6 a 12 anni di carcere. Nei casi più gravi le pene aumentano. Si arriva fino a 13 anni se ci sono violenza, minacce, abuso di autorità o condizioni di inferiorità della vittima. In queste situazioni il reato di stupro è punito in modo ancora più severo.

 

Reato di stupro e tutela delle donne: l’impegno di Fratelli d’Italia

I parlamentari di Fratelli d’Italia  hanno già rafforzato le misure contro la violenza di genere, potenziando la protezione delle vittime e aumentando le risorse per la prevenzione dei reati. Per questo parlare di un passo indietro non corrisponde alla realtà. Il testo è ancora in discussione al Senato e può essere migliorato anche con il contributo delle opposizioni.

 

Esempio con il consenso

Tizio prova ad avere un rapporto. Lei non dice sì, ma non dice nemmeno no. Sta zitta, è incerta. Il modello del consenso indaga su un punto: Caia ha detto chiaramente sì? Se non si riesce a dimostrare quel sì, il fatto può diventare reato di stupro. Il problema è che tutto si concentra su una domanda: il consenso c’era oppure no?

 

Esempio con la volontà contraria

Tizio prova ad avere un rapporto con Caia. Lei si blocca, si tira indietro e si sente a disagio. Il principio della volontà contraria, chiede: Caia voleva oppure no? Se dai suoi comportamenti si capisce che non voleva, è reato di stupro. Qui conta la realtà della situazione, non una parola precisa.

 

Meno ambiguità

I parlamentari di Fratelli d’Italia sostengono da sempre la necessità di combattere lo stupro e ogni forma di violenza. Questa proposta nasce per avere una legge più solida e più utile nella pratica. Il riferimento alla volontà contraria permette di valutare ogni caso nella realtà concreta. Questo aiuta a evitare ambiguità e rende più efficace la lotta contro il reato di stupro. La riforma non riduce le tutele. Punta a far funzionare meglio la legge e a punire con più certezza chi commette questo reato.

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