Il Procuratore della Repubblica di Napoli Nicola Gratteri si è esposto in maniera molto decisa sul Referendum della giustizia. Ma le sue parole hanno fatto molto discutere e a quanto pare sarebbero in disaccordo con quello che lui stesso dichiarava qualche tempo fa.
Gratteri sul Referendum giustizia 2026: che cosa ha detto?
“Voteranno per il Sì gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata e i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente”. Sono queste le parole che il procuratore Nicola Gratteri ha pronunciato in una intervista al Corriere della Calabria, di fatto, contro la Riforma della Giustizia. Una riforma che, a suo dire, sarebbe sostenuta da indagati, imputati, massoneria deviata e tutto il resto.
Sbaglia clamorosamente: ecco perché
Le parole di Gratteri sono state giudicate sbagliate, gravi e fuori luogo da più parti. Non lo diciamo certamente solo noi. Augusto Barbera, già presidente della Corte costituzionale, ha commentato in questo modo l’uscita infelice del Procuratore di Napoli: “In questo clima avvelenato le parole del procuratore Gratteri sono indecenti e al limite dell’eversione.”
Dichiarazioni molto gravi, che hanno portato il Ministro della Giustizia Carlo Nordio a dichiarare: “Mi chiedo se l’esame psico-attitudinale che abbiamo proposto per l’inizio della carriera dei magistrati non sia necessario anche per la fine della carriera”.
Anche per il ministro della Difesa Guido Crosetto, “Gratteri questa volta è indifendibile”.
51 magistrati si dissociano
“Ci scusiamo con i cittadini che si sono sentiti oltraggiati da tali affermazioni. La cultura della giurisdizione è per noi comandamento di vita e non vuoto slogan da fiera”, recita un estratto della nota dei 51 magistrati in merito alle affermazioni di Nicola Gratteri. “Intanto – hanno scritto i magistrati – , aumentano le adesioni dei Magistrati che votano Sì. Ci indaghi tutti, sig. Gratteri”.
Anche chi è contro la riforma da torto a Gratteri
Addirittura chi sostiene il No alla riforma della giustizia, come l’accademico Giovanni Bachelet (presidente del Comitato ‘Società civile per il No nel referendum costituzionale) ha definito le parole del Procuratore di Napoli come: “un commento offensivo per gli elettori, sbagliato.”
Gratteri smentisce se stesso sulla Riforma della Giustizia: cosa diceva sul sorteggio
Il vero problema della posizione di Gratteri sul Referendum è però ancora un altro. Se vogliamo ancora più grave. Lui stesso, infatti, sul palco della festa del Fatto Quotidiano del 2021, sentenziava come “il sistema migliore sia il sorteggio“, aggiungendo “ma il sorteggio puro anche a costo di cambiare se è necessario la Costituzione”.
Gratteri spiegava: “io penso che a monte bisogna modificare il Consiglio Superiore della Magistratura per ridurre lo strapotere delle cose…”, riferendosi chiaramente alle correnti della magistratura.
Indovinate un po’ cosa prevede la Riforma della Giustizia? Il sorteggio per le elezioni al Csm proprio per ridurre lo strapotere delle correnti.
Nel 2021 avrebbe votato Si
Ebbene: nel 2021 Nicola Gratteri dava ragione all’attuale riforma della Giustizia, che prevede la modifica del Csm e l’introduzione del sorteggio, proprio per le motivazioni di cui parlava Gratteri. E’ pertanto evidente che il Procuratore di Napoli abbia smentito se stesso, sostenendo il contrario di ciò che affermava qualche anno fa. Perché è accaduto sarebbe interessante saperlo.
A Gratteri va certamente riconosciuto un impegno per la lotta alle mafie che continua a profondere. Ma riguardo il Referendum ha dimostrato chiaramente di non essere attendibile.
Per un approfondimento: tutto sul REFERENDUM GIUSTIZIA 2026.