Con Fratelli d’Italia in maggioranza parlamentare è finita l’era del Reddito di Cittadinanza ed è cominciata quella della nuova misura di inclusione sociale e lavorativa chiamata “Assegno Di Inclusione – ADI”. E’ tutto scritto nel decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48, esaminato e relazionato dalla Commissione Lavoro Pubblico e Privato della Camera dei Deputati e convertito nella L.85/2023. La legge che ne deriva (“Misure urgenti per l’inclusione sociale e l’accesso al mondo del lavoro”), ha segnato una svolta grazie al lavoro del Parlamento.
Il cambiamento, voluto con il cosiddetto Decreto Lavoro, nasce dall’esigenza di migliorare l’efficacia degli strumenti contro la povertà e di offrire un vero percorso di reinserimento lavorativo. In pratica, il Reddito di Cittadinanza è stato definitivamente sostituito da due nuove misure: l’Assegno di Inclusione (ADI) e il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL).
Per un approfondimento vedi il decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 luglio 2023, n. 85, recante “Misure urgenti per l’inclusione sociale e l’accesso al mondo del lavoro”.
Che cos’è l’Assegno di Inclusione
Si tratta di un aiuto destinato alle famiglie in difficoltà economica, in particolare quelle che al loro interno hanno: persone con disabilità, minori, anziani sopra i 60 anni, o soggetti seguiti dai servizi sociali. L’importo parte da un minimo di 480 euro al mese (6.000 euro all’anno).
Può aumentare in base al numero dei componenti della famiglia o alle spese d’affitto. Ad esempio: un single con figlio minore e affitto può arrivare a circa 855 euro al mese; una famiglia con due adulti e un figlio disabile può ottenere fino a 1.230 euro mensili. Il sostegno dura 18 mesi, può essere rinnovato per altri 12, dopo una pausa di un mese.
Cos’è il Supporto per la formazione e il lavoro (SFL)
Se in famiglia ci sono persone tra i 18 e i 59 anni in grado di lavorare, queste non riceveranno direttamente l’ADI, ma saranno coinvolte nel Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL). Il SFL è un’indennità mensile di 350 euro, destinata a chi, tra i 18 e i 59 anni, non rientra nei requisiti per l’ADI e cerca lavoro.
Funziona così: è necessario presentare domanda all’INPS. e iscriversi alla piattaforma SIISL. Si deve sottoscrivere online il Patto di attivazione digitale. Poi, accettare un Patto di servizio personalizzato con un centro per l’impiego. Infine, è possibile partecipare a un corso o un’attività di formazione, orientamento o inserimento lavorativo. Il SFL ha una durata massima di 12 mesi e può anche essere combinato con l’ADI, fino a un massimo di 3.000 euro all’anno per persona.
Cosa prevede il percorso di attivazione e come cambia il sistema
Attraverso la piattaforma SIISL, chi partecipa al SFL può accedere a diverse attività retribuite. Tra queste: orientamento professionale, accompagnamento al lavoro, tirocini, corsi di formazione, servizio civile universale, lavori socialmente utili, progetti di autoimpiego.
Questo sistema è una svolta. Il Movimento 5 stelle, però, lo ha criticato. Sostiene che il Governo Meloni abbia abbandonato 400.000 famiglie in difficoltà. La verità è che molte persone non avevano più i requisiti (per esempio perché avevano trovato lavoro) o avevano commesso frodi. Ma parliamo di questo.
La Guardia di Finanza ha scoperto più di 45.000 casi di frode, con oltre 505 milioni di euro percepiti indebitamente. Spesso grazie a false dichiarazioni o nuclei familiari inventati. In molte regioni, come Calabria e Lombardia, le irregolarità hanno superato l’80%. Con il Reddito di Cittadinanza pentastellato, secondo l’INPS, tra il 2019 e il 2023, sono stati spesi circa 34 miliardi di euro. Ma sono stati attivati solo 1.500 contratti di lavoro incentivati. Questo significa, secondo alcune stime, che ogni assunzione è costata oltre 22 milioni di euro.