In gran parte degli Stati in Europa esiste la Separazione delle carriere. Ma quale minaccia dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura? Questa riforma rende la magistratura più moderna, più meritocratica, più autonoma e più responsabile. I sostenitori del No stanno facendo di tutto per delegittimare una legge che rende l’organizzazione della nostra magistratura assolutamente in linea con quello che accade in quasi tutta Europa.
La giustizia è una parte essenziale del nostro benessere. I giudici decidono su temi fondamentali come la sicurezza, l’immigrazione, sulla salute, sulla libertà delle persone. Un potere enorme di cui ci dobbiamo occupare. Perché oggi quasi mai un grave errore da parte di un magistrato porta ad una conseguenza, come avviene in ogni mestiere.
Tra i magistrati che sono schierati per il No al Referendum, ce ne sono diversi che hanno smentito se stessi. Giudici perfettamente d’accordo alla separazione delle carriere o all’introduzione del sorteggio, tanto da dichiararlo anche pubblicamente, ma che adesso cambiano clamorosamente idea. Perché? Forse dovrebbero spiegarlo ai cittadini. Tra questi c’è il magistrato Henry John Woodcock. La sua partecipazione al programma tv Piazzapulita non è passata inosservata.
La funzione disciplinare deve essere separata dal governo della magistratura. Molte professioni prevedono questo. La Riforma della Magistratura serve per garantire un giudizio giusto verso i pm e i giudici, quando e se sbagliano. Oggi, la Sezione disciplinare del CSM giudica pm e giudici, ma i membri della stessa sezione fanno parte del CSM che decide anche sulla loro carriera.
I numeri confermano che la strategia sull’immigrazione in Italia produce risultati concreti. I settemila rimpatri effettuati nel 2025 sono esattamente il doppio rispetto rispetto a quelli registrati nel 2022. Nel 2024 e nel 2025 gli arrivi irregolari risultano inferiori di circa il 60% rispetto al 2023 e di circa il 36% rispetto al 2022. Con il DDL Immigrazione, il Governo Meloni e i parlamentari di Fratelli d’Italia vogliono fare di più, nel pieno rispetto delle regole europee che ha contribuito a definire.