Riforma dell'artigianato cosa prevede tuteliamo i mestieri

Data: 05/11/26

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Riforma dell’artigianato, cosa prevede: tuteliamo i mestieri

Con la cosiddetta Riforma dell’artigianato, il Governo Meloni e i gruppi parlamentari di Fratelli d’Italia intendono semplificare le procedure e permettere alle aziende di crescere senza perdere la qualifica di impresa artigiana. In Italia ci sono oltre un milione di imprese artigiane che vanno tutelate. Gli artigiani rappresentano un patrimonio da difendere del nostro Paese.

Dopo oltre 40 anni cambiano le regole per le imprese artigiane italiane. Il 28 ottobre 2026 il Consiglio dei ministri ha approvato in via preliminare la riforma della legge sull’artigianato ferma al 1985. Con la cosiddetta Riforma dell’artigianato, il Governo Meloni e i gruppi parlamentari di Fratelli d’Italia intendono semplificare le procedure e permettere alle aziende di crescere senza perdere la qualifica di impresa artigiana. In Italia ci sono oltre un milione di imprese artigiane che vanno tutelate. Gli artigiani rappresentano un patrimonio da difendere del nostro Paese.

Riforma artigianato: cosa prevede

Ecco le principali novità previste dal decreto che agevolano il lavoro degli artigiani italiani:

  • Più dipendenti: con la Manovra 2027 è previsto che le imprese artigiane attive da almeno 7 anni possano aumentare il personale fino al 20% oltre i limiti attuali, mantenendo la qualifica artigiana.
  • Meno burocrazia: iscrizioni all’albo, modifiche e cessazioni dell’attività potranno essere gestite attraverso un’unica procedura telematica.
  • Più sedi: le imprese artigiane potranno avere fino a 3 unità locali, anche in province diverse.
  • Responsabile tecnico: potrà essere un collaboratore qualificato, con possibilità di sostituzione temporanea in caso di assenza.
  • Formazione dei giovani: viene valorizzata la figura del maestro artigiano e della bottega-scuola per tramandare i mestieri tradizionali.
  • Nuove regole per le società: per ottenere la qualifica artigiana conterà la maggioranza del capitale detenuta dai soci che lavorano prevalentemente nell’impresa.

Artigianato e Made in Italy: gli obiettivi della riforma

La riforma, annunciata da Giorgia Meloni durante l’assemblea per gli 80 anni di Confartigianato, punta ad aggiornare le regole del settore alle nuove tecnologie e alle esigenze del mercato. I mestieri artigiani rappresentano un patrimonio da tutelare e da conservare per il futuro. L’obiettivo è consentire alle imprese di assumere, investire e ampliare la propria attività senza rinunciare alla loro identità artigiana.

È prevista anche una Commissione consultiva per l’artigianato presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il decreto è stato approvato in via preliminare e dovrà completare il proprio iter prima dell’entrata in vigore delle nuove disposizioni.

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