“C’è un pregiudizio che, in Italia, dura da decenni: chi sceglie un istituto tecnico o professionale fa una scelta di serie B rispetto a chi si iscrive al liceo.” Inizia così il post di Giorgia Meloni dello scorso 25 aprile, che annuncia una piccola (grande) rivoluzione nella scuola e nei licei italiani. Gli attuali istituti tecnici e professionali diventeranno “licei tecnologici” e “licei professionali”. Una questione di immagine e non solo. Vediamo nel dettaglio cosa cambia.
Cosa sappiamo finora della riforma degli istituti tecnici e quali potrebbero essere le principali novità per studenti e famiglie
Cambiano gli istituti tecnici e professionali. Il Consiglio dei ministri del 24 settembre ha approvato un intervento che prevede l’introduzione delle denominazioni “licei tecnologici” e “licei professionali”, con l’obiettivo dichiarato di superare la percezione che si ha di questi percorsi come scuole di livello inferiore rispetto ai licei tradizionali. Un retaggio storico superato in un mondo in cui la tecnologia e l’elevata professionalità, in ogni ambito, non prevedono differenze di prestigio di alcun tipo. Ma soprattutto una scelta di uguaglianza sociale: tutti gli studenti sono uguali, a prescindere dalle materie che scelgono di studiare.
Stop istituti di serie B, ecco i Licei tecnologici e professionali: cosa cambia
Investire sui giovani, che saranno i lavoratori e i professionisti del futuro, rappresenta una priorità assoluta per i gruppi parlamentari di Fratelli d’Italia. Non esistono studenti di serie A o di serie B. Tutti gli studenti sono uguali, a prescindere da ogni loro condizione.
Tra gli obiettivi della riforma non c’è solo il cambio di denominazione: ci saranno novità sulla formazione tecnica e professionale, in un mondo che richiede sempre più competenze specifiche, migliorando il collegamento tra scuola, competenze e richieste del sistema produttivo.
Cambia il monte ore degli istituti tecnici
Negli intenti della riforma vi è la revisione del monte ore degli istituti tecnici. Il progetto si collega alla filiera tecnologico-professionale, istituita dalla legge 121 del 2024, che mette in rete istruzione tecnica e professionale, formazione regionale e ITS Academy, con la possibilità di creare campus e collaborazioni con università e altri soggetti pubblici e privati.
Licei tecnologici e professionali: il modello 4+2 e il collegamento con gli ITS Academy
Un ruolo centrale è destinato al modello 4+2. Si tratta di percorsi quadriennali di scuola secondaria connessi alla possibilità di proseguire la specializzazione negli ITS Academy, scuole di eccellenza post diploma e di alta specializzazione tecnologica.
L’obiettivo è quello di avvicendare maggiormente scuola, formazione tecnologica e mondo del lavoro. Ciò con l’intento di rispondere anche alla difficoltà delle imprese nel reperire alcune figure professionali specializzate. Gli ulteriori dettagli verranno chiariti in seguito.
L’investimento voluto da Giorgia Meloni e i gruppi parlamentari di FdI
Il Presidente del Consiglio ha annunciato che ci saranno risorse per lo sviluppo dei campus della filiera tecnologico-professionale. Il fondo era già stato istituito dalla legge 121/2024 e successivamente modificato negli stanziamenti: per il 2026 la dotazione prevista è arrivata a 20 milioni di euro.