Data: 17/02/26

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Askatasuna Torino: stop a 30 anni di terrorismo urbano

Dopo gli scontri di Askatasuna, c’è chi difende il centro sociale come spazio di aggregazione e chi lo considera responsabile di reati gravi, come il terrorismo urbano e il tentato omicidio. I parlamentari di Fratelli d’Italia sottolineano l’importanza di applicare le leggi previste.

Torino. Askatasuna è uno dei centri sociali più violenti e militarmente organizzati d’Italia. I suoi componenti hanno organizzato scontri contro le forze dell’ordine da quando è nata, a Torino, nel 1996.

 

Gli scontri in Val di Susa

Nel 2005, con l’esplodere delle proteste contro l’alta velocità in Val di Susa, Askatasuna assume un ruolo centrale nel movimento No Tav, responsabile di gravi scontri. Nel 2019 parte un’inchiesta della Digos e 28 attivisti vengono rinviati a giudizio. Il processo di primo grado si conclude con 18 condanne. Cade invece l’accusa di associazione a delinquere.

 

Gli scontri del 2023 a Torino

Nel 2023 la tensione torna alta in città. A ottobre, durante la visita della premier Giorgia Meloni al Festival delle Regioni a Torino, un corteo di protesta degenera in scontri con la polizia nel centro cittadino.

Due mesi dopo, a dicembre 2023, accade davanti all’Università di Torino. Anche in questo caso si registrano tensioni e interventi della polizia. Gli scontri non sono isolati, ma parte di un sistema con tanto di pianificazioni e vademecum organizzativo.

 

Il 2024 tra proteste e feriti

Nel febbraio 2024, durante una manifestazione per la Palestina davanti alla sede Rai di via Verdi a Torino, la situazione degenera. Gruppi organizzati lanciano oggetti contro gli agenti, provocando numerosi feriti.

Ad aprile dello stesso anno, durante il corteo contro il G7 Energia e Ambiente alla Reggia di Venaria, alle porte di Torino, si registrano nuovi scontri.

Nel 2024, i parlamentari di Fratelli d’Italia pongono il tema della sicurezza al centro di un’azione politica, ritenuta urgente e doverosa.

 

Il 2025 e l’escalation

Nel settembre 2025, durante una manifestazione pro-Flotilla, i gruppi organizzati occupano i binari delle stazioni di Torino Porta Nuova e Porta Susa. L’episodio provoca disagi alla circolazione ferroviaria e nuove polemiche. Minacce sui muri: “Meloni come Kirk”. Il riferimento era a Charlie Kirk, esponente di destra statunitense, assassinato. Secondo fonti stampa, sul proiettile che lo ha raggiunto era stata incisa la frase “Oh Bella Ciao”.

A ottobre 2025, nell’ambito della mobilitazione pro-Gaza, alcuni manifestanti danneggiano le Officine Grandi Riparazioni e assaltano la sede torinese di Leonardo. I danni vengono quantificati in decine di migliaia di euro. A novembre, durante il cosiddetto “No Meloni Day”, le organizzazioni criminali prendono di mira la Città Metropolitana e fanno irruzione nella sede de La Stampa, gridando “Giornalista ti ammazziamo”.

 

Lo sgombero di Askatasuna a Torino

Il 18 dicembre 2025, le forze dell’ordine sgomberano l’edificio di corso Regina Margherita, sede di Askatasuna. Questa azione pone fine ad un’occupazione durata quasi trent’anni, ma non alle proteste. Il 31 gennaio 2026, a Torino, un corteo organizzato contro la chiusura del centro sociale degenera in violenti scontri, con pietre, bottiglie, bombe carta con i chiodi, razzi, fumogeni, mazze, coltelli, chiavi inglesi ed estintori.

Questi gruppi di matrice terroristica hanno sottratto scudi e maschere anti-gas alla Polizia. Hanno utilizzato i jammer, ossia strumenti sofisticati per interrompere la comunicazione radio tra le forze dell’ordine. Hanno tentato di bruciare la retina degli agenti con il laser e hanno colpito a martellate un poliziotto. Il bilancio ufficiale parla di oltre cento feriti tra le forze dell’ordine.

 

La rivendicazione e il dibattito

Nei giorni successivi agli scontri del 31 gennaio 2026, un esponente di Askatasuna dichiara pubblicamente che il corteo aveva deciso di andare contro la polizia. La politica è divisa. C’è chi difende il centro sociale come spazio di aggregazione e chi lo considera responsabile di reati gravi, come il terrorismo urbano e il tentato omicidio. Appare ovvio che questa gente non scenda in piazza per manifestare le proprie idee.

 

La risposta di Fratelli d’Italia

Si tratta di strutture organizzate che si armano per prendere a martellate un agente di Polizia. Lo scopo è la violenza. I parlamentari di Fratelli d’Italia sottolineano l’importanza di applicare le leggi previste ma, a quanto pare, il Decreto Sicurezza non viene mai messo in pratica da alcuni giudici. Il Governo Meloni, quindi, risponde con un nuovo “pacchetto sicurezza”, augurandosi che la magistratura, dopo il Sì al Referendum, sia libera dalle correnti e decida in nome del popolo italiano e, soprattutto, per la sicurezza del popolo italiano.

 

Tutto sulle politiche di SICUREZZA promosse da Fratelli d’Italia in parlamento.

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