Che a sinistra si siano rimangiati la parola sulla Riforma della Giustizia, in occasione del Referendum, è un fatto noto. Acclarato. Per anni hanno sostenuto la necessità di una separazione delle carriere, sin dalla Commissione bicamerale di D’Alema nel 1997. Il Pd di Letta, nel 2022, proponeva un’Alta Corte di disciplina per giudicare i magistrati.
Abbiamo avuto un coraggio che è mancato ad altri
Questa riforma propone ciò che anche gran parte della sinistra ha sempre sostenuto. Fino a quando la proposta non è arrivata dall’attuale maggioranza, che ha avuto un coraggio che è mancato ad altri. Da quel momento la sinistra ha fatto quello che sa fare meglio: rimangiarsi la parola. Ma non tutti. Qualcuno di loro è stato coerente. E questo va detto.
I coerenti della sinistra che voteranno Si!
Pina Picierno, vice presidente del Parlamento Ue, è una figura storica del PD che voterà per il Si. Tra i tanti personaggi ex Pds-Ds, molti hanno scelto di non rimangiarsi la parola. E’ dichiaratamente per il sì la filosofa e storica Claudia Mancina, che è componente della Direzione del Pd. Per il Si anche Giorgio Tonini, tra i fondatori del Pd, l’ex parlamentare del Pd Anna Paola Concia, Chicco Testa, Claudio Petruccioli, Cesare Salvi, Umberto Ranieri, Nicola Latorre, Mario Oliverio. Altra figura chiave della Sinistra per il Si è l’ex Ministro dell’Interno Marco Minniti, apertamente schierato.
Sinistra per il Si al Referendum, chi sono gli altri
Il Psi con Enzo Maraio è dichiaratamente per il Si. Stesso discorso per Bobo Craxi e Fabrizio Cicchitto. Anche in Italia Viva sono molte le sensibilità per il Si. La Presidente del gruppo al Senato, Raffaella Paita, voterà Si perché “il garantismo è un patrimonio della sinistra”. Matteo Renzi non si è espresso in maniera netta, ma ha dichiarato tuttavia che “La separazione delle carriere è un principio che condividiamo da sempre”. Carlo Calenda è invece un grande sostenitore del Si: “Sorteggio unico modo per disincentivare le correnti nella magistratura”.
Questa riforma è giusta: tutti lo sanno anche a Sinistra, pochi lo dicono
La realtà su questo Referendum è ben diversa da come viene raccontata. Non ci sono due schieramenti opposti. Nella realtà tutti sanno che questa riforma è giusta. C’è uno schieramento che ha proposto la riforma perché ha avuto il coraggio di farlo, e c’è un altro schieramento dove in molti si sono rimangiati la parola. Ma che questa riforma sia necessaria lo sanno tutti: destra, sinistra, centro.
In tantissimi a Sinistra sanno che la riforma è giusta ma non hanno il coraggio di parlare
A sinistra c’è chi ha avuto il coraggio di parlare apertamente, senza temere antipatie tra i magistrati (ma anche tra loro molti sono per il Si), chi si è rimangiato la parola e mente sapendo di mentire. C’è poi chi non parla – e chi frequenta il parlamento sa che sono tanti – perché non ha il coraggio di dire di essere d’accordo con questa riforma.
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