Data: 26/01/26

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Referendum sulla giustizia 2026 in breve: l’importanza del Si

Domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026 si voterà per il Referendum costituzionale sulla giustizia. Si vota al referendum per approvare la legge costituzionale di riforma della giustizia. Si tratta di un Referendum “Confermativo”: non è necessario il cosiddetto quorum, in altre parole è sufficiente che i Si superino i No. 

Le date. Domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026 si voterà per il Referendum costituzionale sulla giustizia.

 

Referendum sulla giustizia 2026: perché si vota?

Si vota al referendum per approvare la legge costituzionale di riforma della giustizia. Si tratta di un Referendum “Confermativo”: non è necessario il cosiddetto quorum, in altre parole è sufficiente che i Si superino i No. 

 

Cosa prevede questa legge e perché è importante che vinca il Si? 

La legge separa le carriere del pubblico ministero e del giudice. In pratica, chi sceglie di essere Pubblico Ministero (PM), che si occupa di rappresentare l’accusa per lo Stato italiano in giudizio, che è quindi parte nel processo penale e si contrappone alla difesa, con questa legge deve avere una carriera separata dal Giudice, che ha il ruolo di giudicare tra le parti ed essere terzo e imparziale.

La legge istituisce poi due Consigli Superiori della Magistratura specifici (uno per i PM e uno per i Giudici) e un’ Alta Corte disciplinare per gli aspetti disciplinari di tutti i magistrati.

 

Referendum giustizia 2026: una spiegazione semplice

Chi accusa nel processo non può giudicare. Chi giudica non può accusare. Il magistrato, con questa riforma sceglie quale di queste due carriere intraprendere, ma non può fare sia l’uno che l’altro. 

Questo può rendere, secondo i gruppi parlamentari di Fratelli d’Italia, il sistema più coerente con le regole del giusto processo e quindi del processo penale. 

 

Due Consigli Superiori della Magistratura

Con la Separazione delle carriere di Giudice e Pubblico Ministero, la legge prevede anche l’istituzione di due rispettivi Consigli Superiori della Magistratura. Che cos’è il Csm? Attualmente è l’organo che si occupa di garantire l’autonomia e l’indipendenza dei magistrati. Un organo che, ad esempio, giudica le condotte disciplinari dei magistrati, cura l’assunzione dei magistrati attraverso concorso pubblico, che si occupa delle assegnazioni e trasferimenti, delle promozioni o delle cessazioni dal servizio. (Quirinale.it

Dopo la riforma l’Alta Corte Disciplinare sarà l’unico organo, esterno ai singoli CSM, che avrà il potere di giudicare e punire le infrazioni disciplinari di tutti i magistrati (sia giudici che PM), mentre i due nuovi CSM (Giudicante e Requirente) ne gestiranno solo la carriera (concorsi, trasferimenti, promozioni, valutazioni di professionalità). In altri termini non potranno più giudicare o punire disciplinarmente i colleghi. Con due carriere diverse sarà dunque necessario avere anche due Csm diversi. 

Col Referendum nasce anche l’Alta Corte Disciplinare

La legge costituzionale che si vuole confermare con il Referendum, istituisce anche un’unica Alta Corte Disciplinare della magistratura, che si occuperà dell’aspetto disciplinare nei confronti

di tutti i magistrati ordinari, sia giudicanti che requirenti.

 

Una riforma necessaria

I gruppi parlamentari di Fratelli d’Italia da sempre sostengono la necessità di migliorare la gestione della giustizia in Italia, con più chiarezza e più credibilità. Anche a vantaggio e tutela degli stessi magistrati, ma soprattutto a vantaggio dei cittadini.

La separazione delle carriere è indispensabile per l’attuazione concreta del “giusto processo”, che si realizza con un’assoluta parità processuale tra accusa e difesa e il giudice terzo, imparziale ed equidistante.



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Chi vota si al Referendum lo fa per delle semplici ragioni: vuole una giustizia più “giusta”, con meno errori, più efficiente e con maggiori tutele verso i più deboli. Non è una questione politica. Non si tratta di destra o sinistra. Questa riforma sulla giustizia ha dei motivi di buon senso e civiltà che vanno oltre gli schieramenti.

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